La bellezza dell'etica

Che cosa significa “gioielleria etica”?

Bisogna guardare in maniera sorvegliata a questa espressione, soprattutto ora che c’è sempre più interesse, da parte delle persone e delle aziende, verso una maniera di fare le cose più trasparente, buona, sincera.

Si tratta di una espressione fuorviante, perché si agisce sempre secondo un’etica. Provo a scriverlo meglio: proprio perché agiamo, siamo guidati da un’etica, di qualsiasi tipo essa sia. 

“Etica” non è una parola qualificante:  la mia etica, ad esempio, potrebbe contemplare le pratiche della pena di morte, del lavoro minorile e dell’aborto, oppure potrebbe aborrirle. 

Preferisco parlare di gioielli responsabili, che sono gli unici che so fare: oggetti preziosi creati da mani conosciute e non sfruttate, utilizzando materiali realmente e totalmente tracciabili, affinché anche le mani che hanno estratto, raffinato, tagliato e lucidato siano anch’esse conosciute e non sfruttate. 

È un mondo sconosciuto, quello della gioielleria responsabile, dove è semplice subire il fascino di deduzioni affrettate e crearne per trarne beneficio.

Spero che vorrete leggere questi appunti e seguirmi, grazie ad Instagram, nei miei studi e viaggi di ricerca e scoperta.

Decidere di creare gioielli responsabili, non è stata la scelta più semplice da fare, ma era quella che andava fatta.

L’attitudine alla domanda, trasmessami dagli studi filosofici, e l’essere un’orafa indipendente, cioè capace di gestire ogni aspetto della produzione, mi hanno sempre permesso di pensare liberamente e agire in maniera diversa. 

Nel settore orafo è difficile parlare correttamente di responsabilità e sostenibilità, quasi quanto praticarle concretamente.

I gioielli hanno un linguaggio diretto ed universale: tutti sanno riconoscere una fede nuziale, ad esempio.

Pur tuttavia, in nessun altro settore l’aura dell’esclusivo, del prezioso e del bello-da-avere, è tanto forte - quanto necessaria. 

È problematico lasciare spazio alle domande.

Cominciai interrogandomi sul significato di “fatto a mano”, in particolare riflettendo su quanto fosse semplice sfruttare la narrativa evocata da questo concetto tacendo tutto il resto. “Fatto a mano”, nell’accezione comune, ha a che fare con la qualità e la genuinità, eppure un diamante di sangue può avere le stesse caratteristiche di uno estratto e tagliato responsabilmente, così come l’oro certificato Fairtrade è fisicamente identico a quello estratto dai bambini indonesiani che usano il mercurio a mani nude.

Più muovevo passi in questo settore, desiderosa di padroneggiare le tecniche necessarie a costruire una linea diretta tra mente e mani, più viaggiavo e parlavo con i fornitori, più imparavo a porre domande.

maraismara

La mia fortuna è stata quella di essere molto vicina al panorama inglese, estremamente sensibile al problema. 

Il contatto con designer e fornitori dotati di un forte orientamento positivo alla questione, che mi hanno mostrato alcune delle problematicità inimmaginabili che si celano dietro qualsiasi gioiello, mi ha permesso di capire che non si può più essere solo  degli abili artigiani o dei prodigiosi designer: tempo di uscire fuori dai laboratori e dalle gioiellerie, e capire che la bellezza che plasmiamo e poi spargiamo nel mondo in scatoline sontuose, in origine è tanto permeata dalla fragilità da renderne intriso chiunque la tocchi.

Ho imparato dal confronto continuo con i membri dell’associazione indipendente FLUX (Fair Luxury), dalle sessioni di lavoro dell'Incorporation of Goldsmiths of the City of Edinburgh e continuo a imparare da tutte le amicizie che questi anni di ricerca, lavoro e viaggi mi hanno donato.

"Il miglioramento continuo è meglio della perfezione in ritardo"

Racconto un percorso personale prima ancora di scrivere uno statement, perché l’etica non è astrazione, ma un particolare agire pratico all'interno della realtà, e credo che il compito di qualsiasi azienda sia di proporre - e praticare - quei valori positivi in grado di produrre un impatto nella stessa direzione - anche attraverso l’esempio.

maraismara

"Se la società, se l'uomo progredisce, è perché genera. Non c'è progresso senza creazione, creatività, generazione di idee, cura di altri uomini, cura di nuove generazioni, di impresa, di avventura, di scoperta, di invenzione."

Giuseppe Morici  

Nel 2016 Maraismara è diventato il primo laboratorio orafo italiano autorizzato a lavorare l’Oro Certificato Fairtrade, e continuiamo a cercare incessantemente i materiali più responsabili e preziosi.

Studiamo e riflettiamo sulle modalità di estrazione e lavorazione, ma anche sulle dinamiche commerciali e geopolitiche, così da poter andare più a fondo e trovare i metalli, le perle e le gemme più onesti. 

Si tratta di un lavoro lento e paziente ma, citando Mark Twain, "Il miglioramento continuo è meglio della perfezione in ritardo".